NAPOLI

Tramonto sul Vesuvio

NAPOLI

PAESTUM (SA)

Tempio di Atena

PAESTUM (SA)

PAESTUM (SA)

Tempio di Poseidone (Apollo)

PAESTUM (SA)

GROTTAGLIE (TA)

All'interno del castello - museo

GROTTAGLIE (TA)

POMPEI (NA)

Scavi in notturna

POMPEI (NA)

DIAMANTE (CS)

Lungomare

DIAMANTE (CS)

PAESTUM

Spiaggia

PAESTUM

OSTUNI (BR)

Scorcio

OSTUNI (BR)

DIAMANTE (CS)

Isola di Cirella

DIAMANTE (CS)

PAOLA (CS)

Ingresso del Santuario di San Francesco

PAOLA (CS)

GOCCE DI SANGUE

Quelle gocce rosse, dense, che scendono lente nel tuo braccio, zio caro, adorato padre, mi fanno capire quant’è importante il gesto che compio quando vado a donare il sangue.

Perché così come la generosità di un ignoto donatore, adesso, mi sta dando la speranza di non perderti, il mio sangue più volte donato per senso del dovere, ha dato ad altri figli, genitori, mogli, mariti, fratelli, sorelle, nipoti, la speranza che mi fa battere il cuore.

La notte è lunga. È lunga per te e separa la vita dalla morte, il calore di sguardi, sorrisi, abbracci, affetto, amore infinito dall’infinito nulla… scandita dalle gocce rosse e dense che scendono lente nella tua flebo… è lunga, uguale a tante altre per chi lavora in ospedale e giorno dopo giorno con la vita, la salute, la morte, il dolore… è lunga per noi, che aspettiamo notizie con il cellulare acceso sperando comunque di non sentirlo suonare… è lunga come solo il tempo dell’attesa può esserlo…

Ma ora so che non è un’attesa vana. Quell’ignoto rosso sangue mi ha ridato speranza, ed ora so che non è solo senso del dovere, la donazione del sangue: è vita, è calore, è speranza, è futuro…

L'ODIO

Se l'odio potesse fornire energia, non sarei stata giorni e giorni, a fine novembre, a scervellarmi su come illuminare l'albero di natale, visto che alla prova della presa elettrica molte delle serie luminose che ho a casa, si erano rifiutate di accendersi...

L'odio scorre denso e scuro come mercurio nelle vene, lo senti scivolare negli occhi, scavarti il cuore, riempirti la testa e la gola di pensieri così inumani, che ti stupisci anche di essere capace di pensarli! Inumani? No... Umani, semmai! D'altronde, cosa può esserci di più umano dell'odio? Gli animali non provano odio. Gli uomini sì. Gli animali provano amore, spesso più puro e disinteressato dell'amore che provano gli uomini, ma non l'odio.

L'odio è nostro, teniamocelo stretto!

Interessante sarebbe riuscire a canalizzarlo, imparare a renderlo costruttivo, ma non l'avevo mai provato, prima, neanche quando avrei dovuto, sono una neofita e per di più autodidatta di questo sentimento, perciò dovrò avere tempo e pazienza per imparare a gestirlo!

Ma io non ho il tempo e non ho la pazienza... La voglia poi... E chi se l'aspettava di provare anche questo?! E ora c'è, esiste, si è insinuato nel cuore come quelle piantine che sembrano tanto innocenti e invece zitte zitte sino capaci di spaccare le pietre! Devo conviverci, devo imparare a gestirlo, devo viverlo senza farmi risucchiare dalle sue spire, senza farmi calpestare...

Non è vero che l'odio è Male, questo lo insegna la Chiesa (chi ci ha mai creduto al "porgi l'altra guancia"?! Neanche i pugili sul ring!)
Devo farne il mio punto di forza, perché solo con una buona e forte dose di odio, riuscirò ad affrontare "l'avversario"... Indipendentemente dal risultato, l'odio mi proteggerà il cuore e non ne uscirò completamente distrutta!

REGALO DI COMPLEANNO

Non ho mai nascosto di amare in modo particolare la lettura ed i libri.

Questo amore per i libri mi ha dato viaggi in mondi sconosciuti e fantastici, avventure che mai avrei potuto vivere, coraggio che non ho mai posseduto, e spesso anche chiarezza di sentimenti e certezze di vita mai espresse prima.

Questo amore per i libri mi ha dato compagnia e conforto quando ne avevo bisogno, solitudine dal resto del mondo, insieme alla calorosa compagnia di personaggi ogni volta diversi, ogni volta unici… unici anche quando rileggevo per l’ennesima volta le loro storie e le loro avventure…

Quando entro in una casa, una delle prime cose che guardo è la presenza (molto più spesso l’assenza, ahimè) di una libreria, o di libri… e non parlo di quei – libri che a chi abita in quella casa sarà capitato di ricevere in regalo nel corso degli anni, o dei volumi di ricette, o manuali comprati chissà come chissà perché e mai sfogliati… no… parlo di libri scelti, annusati, anche in edizioni economiche dal dorso piegato e consunto dall’uso, in bilico su ripiani e mensole che sembrano lì lì per cedere da anni, e non cedono mai, sotto il peso delle storie, delle vite, delle emozioni, dei sentimenti, delle avventure…

Quest’anno, per il mio compleanno, ho ricevuto il kindle. Per chi non lo sapesse, il kindle è un lettore e-book in commercio esclusivamente su amazon.it e per la prima volta in commercio in Italia in edizione italiana. Per chi non sapesse cos’è un e-book, una spiegazione semplice semplice: un e-book è un libro in formato elettronico.

Avete presente quando sfogliate le notizie sui siti dei quotidiani e delle riviste? Quando leggete – come in questo momento – un articolo su un blog o su un sito? Quando cercate e trovate qualche manuale on line e ve lo sfogliate cercando di capire il funzionamento di qualcosa? In questi momenti fate “lettura elettronica”, e dunque, perché non leggere libri “veri” (e per libri “veri” intendo romanzi, avventure, racconti, poesie, saggi, ecc…) in formato elettronico?

Per questo esistono i lettori e-book!

I lettori e-book hanno diverse funzioni utili, rispetto alla lettura degli e-book che si può fare da uno smartphone, o da un tablet, o persino – come ho fatto io qualche tempo fa – dalla mia vecchia console giochi nintendo ds: innanzi tutto hanno l’ “inchiostro elettronico” che non affatica gli occhi (provare per credere! Io ho letto anche di notte, come spesso mi capita di leggere i libri cartacei, mentre tutti dormono), il display non è retro-illuminato, e lo schermo è antiriflesso (ottimo al mare o negli ambienti all’aperto: provate a leggere sul display del telefonino sotto l’ombrellone, non si vede nulla!); poi si possono scegliere il tipo di font, e la grandezza, si possono conservare i segnalibri in diversi punti della lettura, il testo è supportato da un dizionario interattivo, ecc…

Mi è capitato di leggere alcune discussioni a riguardo, su anobii, ed anche chiacchierando con persone che conosco, mi è parso quasi un tacito obbligo imperativo, lo schierarsi pro o contro gli ebook. Come se non si potessero comunque apprezzare gli uni e gli altri, ma si dovesse scegliere tra i libri cartacei, ed i libri elettronici.

Insomma: non è che ora, solo perché sono una lettrice e-book, inizierò a schifare i libri di carta (che continuo ad acquistare e a leggere volentieri, che regalo a mio figlio per quando imparerà a leggere, che ricevo volentieri in regalo, che guardo, ammiro, contemplo nella mia e nelle altrui librerie…), semplicemente trovo che in molte occasioni la lettura e-book sia pratica, comoda, facile, ed economica! Perché non portarsi in valigia un solo lettore ebook con un tot di libri da leggere in viaggio ed in vacanza– il mio ne supporta fino a 1400 circa, in circa 200 grammi di peso?

Perché non sfogliare i cataloghi on line di libri ed ebook – es. ibs.it, amazon.it, lafeltrinelli.it, e scegliere i classici fuori dal diritto d’autore, gratuiti, oppure altri volumi a prezzi più equi, rispetto alle nuove edizioni, il cui costo è spesso dettato da iniziative di marketing più che dal valore stesso del contenuto?

Trovo che aprirsi a nuovi supporti di lettura, sia un modo per allargare i propri orizzonti alle novità, senza fossilizzarsi su vecchie posizioni spesso aprioristiche.

Quando abbiamo iniziato ad utilizzare le auto, abbiamo forse smesso di camminare a piedi, o di apprezzare una bella passeggiata? Quando i cellulari sono diventati di uso comune tanto da averne uno o più di uno tutti, da 6-7 anni in su, abbiamo forse smesso di usare il telefono “fisso”? e allora perché dover scegliere tra un lettore e-book, ed un libro cartaceo? Perché i lettori e-book dovrebbero guardare i lettori “old style” come se fossero arretrati, e chi predilige i libri di carta dovrebbe guardare i lettori e-book come se fossero eretici o sacrileghi rispetto ad un bene, la lettura, che è ormai apprezzato da una élite molto ristretta di persone?

Sarei contenta se mio figlio, a scuola – quando ci andrà – usasse un tablet od un lettore ebook per lo studio, così da non doversi caricare sulla schiena come facevo io decine di chili di libri di testo (che poi in classe servivano appena a leggere o spiegare due o tre pagine per ogni lezione!), sarei contenta se mio figlio amasse la lettura indipendentemente dal supporto, che apprezzasse i libri che abbiamo nella nostra libreria, li usasse, li sgualcisse come ho fatto io, che in molti casi li ho fatti “miei” nel vero senso del termine, sottolineando i passaggi più interessanti, quelli da approfondire, e segnando note a margine (ricordo che con le note a margine, di diversi giuristi, sono stati fatti numerosi manuali di diritto romano, che è poi il precursore del diritto attuale! E non è cosa da poco, direi!!!), che rileggerle poi dopo diversi anni, è stato come riaprire un vecchio album di fotografie… ma che non dimenticasse di portarsi in vacanza, in viaggio, in treno o in aereo, il lettore ebook, così da approfittare dei “tempi morti” per vivere avventure ed emozioni sempre nuove…

Amo i libri, ed amo gli ebook… ma soprattutto amo la lettura!

BEAUTIFUL & CO

non guardo più questa soap da sei anni, credo, forse sette... e non ne sento affatto la mancanza: segno evidente dell'inutilità della famiglia Forrester e delle loro vicende nella mia vita!

d'altronde non sono una "curiosa", affamata di notizie e gossip e pettegolezzi per natura: non mi interesso ai reality, né alla lettura da ombrellone di amori e disamori estivi, invernali, primaverili, per tutte le stagioni... perciò la morbosa attenzione a quello che succede nella soap, come in altre soap, non mi coinvolge! posso comprendere certo che per alcuni sia come una droga, non possono farne a meno: conosco persone che registrano e si rivedono le puntate, che in una conversazione sarebbero capaci di parlare di quel o quell'altro personaggio, dei loro comportamenti, del trucco o dell'abbigliamento, come se fossero conoscenti dei quali ti vogliono informare!

di queste persone, penso che sarebbe preferibile se prendessero il vizio del fumo, piuttosto che quello delle soap: almeno finita la sigaretta, resterebbero nella realtà del momento, con i piedi ben piantati per terra, senza correre il rischio di credere per vere o quanto meno verosimili, certe assurdità che nella vita quotidiana non potrebbero accadere!!!

... e dire che qualche vicenda alla Beautiful, nella mia vita sentimentale, l'ho avuta, anni fa, ma ero giovane, e sono state delle parentesi e delle coincidenze dovute alle circostanze tutte particolari che ho vissuto: sono situazioni che giudico "irripetibili" nella vita "normale" di persone normali! (sì, lo so: qualcuno può obiettare che nella mia vita, ben poche cose sono "normali"... forse è per questo che ho vissuto certe esperienze, forse è per questo che sono così... o forse la mia normalità inizia dove finisce l'anormalità di chi mi circonda...) 

Fatto è che ultimamente mi hanno immersa - una vera e propria full immersion, mio malgrado - in una soap, con tanto di intrighi, strategie, colpi di scena, e che queste puntate, giorno dopo giorno, si svolgono tutte sulla mia pelle...

pare che tutti abbiano iniziato a considerare normali atteggiamenti e comportamenti che non lo sono!

vivo in una specie di clan, una specie di famiglia allargata, nella quale ogni membro DEVE sapere i fatti miei, e poterli giudicare... come se io non fossi capace di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, come se io non fossi capace di cavarmela da sola e dovessi necessariamente essere guidata... come se fossi incapace in ogni ruolo, come madre, come moglie, ecc...

così: ecco che "una", che per comodità chiamerò M si lamenta del fatto che dei miei problemi matrimoniali non le avevo mai parlato;

che crede di potersi inserire nella mia vita matrimoniale "a fin di bene" (?!?), parlando sia con me che con mio "marito", e facendosi raccontare da entrambi i nostri problemi, salvo poi riferirli all'uno od all'altra secondo il SUO filtro... come quando venne da me a dirmi "ma lui ti ama, io lo SO per certo!!!" e io le risposi chiedendole "te l'ha detto lui?!? perché a te lo dice e a me no?" (perché lui giocava a fare il DURO, a fare "l'uomo che non deve chiedere mai", senza che nessuno gli abbia mai detto che "il bel gioco dura poco!"), colta in fallo balbettò "beh, no, non è che me l'ha detto... l'ho capito io da sola..." lei stessa che si è sempre vantata, anche di fronte ad altri, del fatto che lui a lei ha sempre raccontato tutto, con lei ha sempre parlato... come se fosse in competizione con me, come se pensasse "alessandra è un'incapace anche come moglie... vedete? con suo marito ho un rapporto migliore io, di lei..." salvo poi scandalizzarsi quando io questo "bellissimo idilliaco <innocente> rapporto" gliel'ho rinfacciato!!!

... senza contare quando mi ha rimproverata di non averle raccontato (quasi) nulla dei miei problemi di coppia, sentendosi rispondere: "1) sono problemi tra moglie e marito, e non è scritto da nessuna parte che debba per forza raccontarli a te! 2) quando ti ho raccontato qualcosa, hai minimizzato, non hai dato importanza a cose che per me lo erano, come se fossero solo mie paranoie..."

e così se prima - due, tre anni fa - mi sentivo consigliare vivamente di "tenere duro, temporeggiare, comprendere, essere paziente", ora questa pazienza mi viene rinfacciata "dovevi deciderti prima, dovevi agire, non dovevi arrivare a questi punti, ecc..."

M che mi diceva "ma dove lo trovi un altro così?"

M che mi diceva "se non gliela dai, lui poi si va a trovare un'altra!"

M che mi diceva "ma guarda che con me lui parla! mi racconta!"

M che mi diceva "è addolorato... tu no, non lo sei"

(ma che caxxo ne sai se io lo sono o meno? non ho pianto al funerale di mio padre, ne deduci forse che io non lo amassi, che non lo ami? eppure mi manca come l'aria ogni istante della mia vita, da quel giorno, ogni giorno... 

non piango per questa separazione, non piango per un uomo che mi ha trattata male e trascurata, e che anche ora non vuole rendersi conto di come si è comportato, ma continua a dare la colpa a me! non posso sprecare lacrime, ancora, per lui, non ne vale la pena, le mie lacrime sono preziose!)

 

e un' "altra", che per comodità chiamerò B che pensa di poter fare lo stesso: parlando anche lei con entrambi, dando ad entrambi appoggio, solidarietà, disponibilità al dialogo ed alle confidenze... salvo poi sentirsi chiedere da LUI "è vero che anche tu sei dalla mia parte? perché so che anche mia suocera è dalla mia parte... " e rispondere (lavandosene le mani, non prendendo diplomaticamente le parti di nessuno) "non sono dalle parti di nessuno, avete le vostre ragioni entrambi, e io non voglio schierarmi"... beh, certo... non si può costringere nessuno a schierarsi, ma a volte penso che "il sangue non è acqua", e che io darei tutto il mio appoggio, a chi ha il mio stesso sangue, anche se avesse sbagliato, perché la colpa, il torto o la ragione, non sono mai nettamente separati... ma evidentemente del "sangue", c'è chi sente il richiamo solo ogni tanto, per passare una giornata di festa in <famiglia>...

 

(o forse no... visto che B lo ha invitato per il pranzo di capodanno da trascorrere con la MIA famiglia, avendo saputo che io invece il capodanno preferirò trascorrerlo altrove?)

 

e "QUELLI", uno in particolare che chiamerò F, che mi giudicano pensando che io sbagli, che agisca in maniera avventata ed immatura, ancor prima di aver ascoltato i fatti?!? che mi rimproverano di aver saputo "certe cose" (che ormai avevo già detto, ma che non erano state evidentemente ben lette od ascoltate), da facebook, piuttosto che dalla mia voce... che mi rimproverano di aver rifiutato i loro consigli, la loro esperienza, quelli che si dicono <amici> perché vogliono darti l'aiuto che dicono loro, quando e come decidono loro... non quello di cui avresti bisogno... fosse anche una presenza silenziosa...

d'altronde "LUI" sta giocando sporco, sì... ma sta giocando bene: le <vittime> ed i <vittimisti> hanno maggiori chances al televoto, no?!?

- lacrimoni giusti al momento giusto per farsi compatire...

- fango addosso alla sottoscritta, verità travisate, bugie verosimili, puttanate così gonfiate che potrebbero scoppiare spargendo il loro contenuto ovunque, verso le quali i miei tentativi di difesa non sembrano credibili (con chiunque incontri, che mi conosca o meno!!!), e naturalmente chiare e innocenti (tra un po' gli spunta pure l'aureola, eh?!? perché no... anche se è ateo) spiegazioni ai suoi comportamenti, che quasi quasi a sentirlo parlare, viene pure da dirgli "ma povero... come hai fatto a sopportare un'arpia simile per tutti questi anni? sei proprio un santo se nonostante tutto vuoi mantenere un rapporto <civile> con lei..." e tutto con il solo scopo che la sottoscritta venga scansata come non degna di conforto e consolazione, di amicizia, di affetto, di un qualsiasi "normale" sentimento, uno scarto, un'indegna, una PARIA;

- sorrisi e moine a M, a B, a F, a T, a A, e a tanti e tanti altri da utilizzare anche a più riprese tutte le lettere dell'alfabeto, così da tenerseli <stretti>, dalla sua parte, massima disponibilità a M "vuoi venire al mare con me? se vuoi ti accompagno io a ***, ecc..." oppure a T "vi va di venire a *** con me ed il bambino, qualche volta? che fate, stasera? volete prendervi una birra con me a *** ?", "hai bisogno di aiuto con il computer? ti aiuto io, quando vuoi!"

- culo & camicia all'improvviso con persone che prima vedeva raramente perché magari la colpa era mia, che non avevo grande simpatia per quelle persone...

 

e intanto chi dorme su uno scomodo divano-letto (la mia schiena già acciaccata, ed il mio ginocchio riavvitato ed ancora convalescente ringraziano, giurando vendetta, tremenda vendetta!), in una casa che non è la propria, SONO IO;

chi è costretta a vivere circondata da madre, sorella, cugina, amici di vecchia data, altri parenti, eventuali e varie, che sono tutti dalla parte di LUI, sono io... senza un abbraccio consolatorio, una parola di conforto...

chi all'alba non sa dove e come trovare un assorbente perché le è arrivato il ciclo, ma non dorme nella propria casa, non ha il proprio armadietto in bagno, SONO IO!

chi deve giustificare dove si trovi con il bambino, alle 21.00 di sera (mentre fa la fila in pizzeria), mentre lui non si degna neanche di un sms per dire "siamo arrivati a casa, tutto bene" all'01.00 di notte, SONO IO!

e tutto questo (e molto di più) solo perché io ho avuto rispetto del suo ruolo di "padre di mio figlio", e non ho voluto sputtanarlo come avrebbe meritato, per mari e per monti, così che hanno tutti sentito - abbondantemente innaffiata da lacrimoni DOC - la sua patetica campana, e non la mia! solo perché ho ascoltato gli pseudo-consigli di chi doveva consigliarmi per il MIO interesse, ed ho temporeggiato, pazientato, compreso, a lungo... fin troppo a lungo... senza che le cose cambiassero, soffrendo in silenzio cattiverie ed umiliazioni, ed ingoiando a stento amare lacrime...

ed ora lui continua a vivere a casa <nostra>, dove io vado quando lui non c'è, a fare da cenerentola all'occorrenza, e da babysitter a mio figlio; lui esce col bambino come, dove e quando vuole, lo riporta a casa a notte fonda (e io che prego che non abbia bevuto una birra di troppo prima di mettersi alla guida, non per lui, ma per il mio bene più prezioso, quel bambino...), ma se IO voglio tenere gabriele con me per un paio di giorni, si scatena il putiferio, con tanto di mormorii e sguardi bassi di disapprovazione da parte di chiunque...

mi vien voglia di prendere mio figlio, guardarlo negli occhi e dirgli "amore mio, andiamocene via da qui, soli tu ed io, dove potremo sentirci davvero liberi..." 

e andarmene via...

lasciare LUI libero di vivere il suo idilliaco affettuoso <assolutamente platonico ed innocente> rapporto con M, e B, e F, e T, e A, e chiunque altro, parenti ed amici, liberi di godersi quest'uomo che li ha soggiogati tutti con la propria patetica vita da "titano che porta il peso del mondo sulle spalle senza lamentarsi mai, sempre pronto e disponibile e generoso"

tenetevelo caro caro... a me non serve... mi fa schifo, ribrezzo, disprezzo, avversione... e non avrei mai potuto pensare di dire una cosa del genere, ma MI DISPIACE sinceramente che sia il padre di mio figlio!!!

 

... non esiste la neutralità, avete scelto, e me lo avete detto chiaramente tutti quanti... infiocchettandomi le vostre parole come se fossero sagge e giuste, ed io vaneggiassi: avete detto che è giusto continuare a frequentare lui, ebbene: io vi dico da MESI ormai, che ne soffro, che è una mancanza di rispetto nei miei confronti pranzare con lui, cenare con lui, andare al cinema con lui (non ultimo questo prossimo pranzo di capodanno), eppure a voi non importa di ferirmi, e dunque, le scelte che si fanno, comportano delle conseguenze... io delle mie scelte - giuste per me, sbagliate per voi - sto pagando le conseguenze con INTERESSI DA USURAIO... per le vostre scelte, non aspettatevi SCONTI, non sono in vena di liberalità!

SULLA DEMAGOGIA E SULLE STERILI STATISTICHE (lettera aperta al sig. Camillo Langone)

La settimana scorsa mi sono imbattuta  in rete, in questo articolo a firma del sig. Camillo Langone, che mi ha lasciato a dir poco sgomenta.

Mi scuserà l’Autore se rispondo con così tanti giorni di ritardo, alla Sua “teoria”, ma io appartengo proprio a quella classe di donne che Lui vorrebbe eliminare dal nostro Paese: sono una madre (di un solo figlio, sotto la media nazionale che a quanto indica lui è di 1,3 figli per donna, quindi), madre che educa il proprio figlio – maschio – affinché non diventi un maschilista misogino, ma anche una donna che lavora, una donna che studia (ebbene sì, ho ripreso l’università, dopo tanti anni in cui l’avevo accantonata), una donna che legge e che ama leggere.

Da dove iniziare?

Dal fatto che il Suo articolo sottolinea una demagogia spicciola e da mercatino? Non trova forse un po’ troppo facile incolpare le donne moderne, emancipate ed acculturate, del calo demografico del paese, supportando queste idee con dati statistici come se fossero indicazione reale di un effettivo disagio del Paese? Non trova forse demagogico, far leva sugli uomini – obiettivamente spodestati dal ruolo di pater familias che rivestivano fino ad una o due generazioni fa, perché risollevino il loro orgoglio e gli “attributi”, per riportare un po’ d’ordine in questa anarchia sociale dettata da donne che non solo pretendono parità di diritti, ma persino di poter discutere “alla pari” con un uomo!

Eppure, mi insegnano che a far figli si è in due: una donna, appunto – che diciamocelo francamente: ha il maggiore peso (fisico e psicologico) non solo della gravidanza, ma anche dell’infanzia del figlio! – e anche un uomo … ebbene sì! Gli uomini contribuiscono a fare i figli: inutile dare la responsabilità di questo calo demografico alle donne! Inutile collegare statistiche di bassa natalità a statistiche di alto livello di istruzione femminile.

Gli  esempi che possiamo trovare in piazza, per strada, al mercato, sul treno, sui mezzi pubblici, e non nelle statistiche, sono di padri assolutamente inadatti all’importanza del ruolo che rivestono: padri ancora figli, infantili ed immaturi, che pensano che fare il padre significhi portare il proprio figlio al parco a giocare la domenica pomeriggio, padri che si limitano a tornare a casa dal lavoro portando un gioco nuovo al bambino, comprando quindi il suo affetto, mentre alle madri resta il duro compito di fare da padre e da madre a queste creature, dosando amorevolezza e rimproveri, diventando spesso la “mamma cattiva”, mentre il padre è il “papà buono” che asseconda capricci, e porta giocattoli (spesso distruggendo in pochi secondi il lavoro delle madri, di dura ferma imposizione delle regole familiari), invertendo quindi nel bambino quei ruoli che  Fromm indicava sotto le voci di “amore paterno” e “amore materno”.

Padri che si comportano come bambini sin dal test di gravidanza: quando la moglie o compagna ottiene la bambola nuova (il figlio, appunto), ecco che loro vogliono la macchinina (la macchina!) nuova, e ci ritroviamo in case piene di riviste sulla gravidanza e sul parto, accanto a riviste di auto e quotazioni e nuovi modelli … la scusa ufficiale è che l’auto vecchia era troppo vecchia, quella nuova è più sicura, ha servosterzo, servofreno, ABS, airbag in numero illimitato, assistente alla frenata, assistente al parcheggio, comandi radio dal volante, bluetooth, e tutto quello che serve per far viaggiare il bambino in massima sicurezza (poi il bambino magari soffre l’auto e rigurgita il latte sui rivestimenti nuovi della nuovissima auto e il padre si morde le labbra per non essere stato zitto quando avrebbe potuto evitare di proporre “oggi lo accompagno io all’asilo” così da sfoggiare l’auto nuova). D’altronde se la neomamma ha da esibire il bambino con le amiche, e le sue abitudini sonno-veglia, cambio pannolino, e qualità chimiche e fisiche di latte e pappine varie, lui, con gli amici, di che potrebbe parlare, se non della sua auto nuova? Correrebbe sennò il rischio di sentirsi escluso, ed un uomo che si consideri tale, non potrebbe certo permetterlo! Un uomo che sia uomo conserva ancora insito nel suo DNA quello status di pater familias che gli impone di essere e sentirsi padrone della situazione anche quando sa benissimo che ormai ha perso tutto, perché dal momento in cui diventerà padre, i suoi attributi saranno definitivamente ipotecati dal frugoletto e dalla di lui madre …

Si è chiesto, leggendo quelle statistiche snocciolate ai Suoi lettori come se fossero grani di rosario, se forse le donne non fanno più figli perché si sono stancate di crescere i mariti, oltre ai bambini? Si è chiesto se forse le donne non fanno più figli perché mantenere un figlio ha costi proibitivi e lo Stato anziché assistere ed aiutare le famiglie, taglia ogni desiderio di famiglia numerosa riunita attorno al “focolare”? Se lo chieda, prima di incolpare le donne del calo demografico, dei barconi di immigrati, degli extracomunitari che invadono le nostre città, dell’effetto serra, del buco nell’ozono e dell’estinzione dei dinosauri!

Una confezione di pillole anticoncezionali costa forse una ventina d’euro al mese, una confezione di preservativi ne costa meno, il coito interrotto (un po’ più rischioso, certo), è gratis; un pacco di pannolini per bambini (che dura sì e no tre o quattro giorni), una confezione di latte in polvere (anche quella finita entro una settimana), e non contiamo gli accessori (sterilizzatore, scalda biberon, biberon vari, tettarelle e ciucciotti, tutine e completino, che costano un occhio e dopo un mese già non gli vanno più, e poi la culla, il seggiolone, il seggiolino auto, il box, ecc… ) costano decisamente di più… e poi ci sono l’asilo nido, privato ovviamente, perché le famiglie che possono permettersi quello pubblico (nella mia città gli asili nido pubblici si contano sulla punta delle dita) sono quelle a basso reddito, ma quelle a basso reddito, generalmente sono anche monoreddito e perciò sono quelle che potrebbero permettersi di non mandare il bimbo all’asilo nido perché tanto uno dei due genitori è casalingo/a e può occuparsene a casa! E poi la scuola materna, l’attività sportiva, la cura della salute (oculista, dentista) …

Diciamocelo chiaramente, sig. Langone: l’istruzione delle donne non c’entra … semmai l’istruzione delle donne può aiutarle a capire e a gestire questi uomini-bambini, l’istruzione delle donne può servire a renderle economicamente autonome ed indipendenti, il che è un buon vantaggio quando si devono sostenere spese così alte per potersi “permettere” un figlio …

Quello che c’entra è il costo della vita, la mancanza di aiuti sociali che lo Stato dovrebbe garantire alle famiglie: le faccio un esempio diretto, mio marito, l’anno che è nato nostro figlio, aveva uno stipendio modesto, io avevo uno stipendio ai limiti della “paghetta”, eppure l’INPS ha riconosciuto alla nostra famiglia un importo degli assegni familiari di ben 26,00 euro al mese … ebbene sì, ventisei euro, che se ne andavano via già nell’acquisto di una confezione di pannolini ed una di latte in polvere, che – come Le accennavo – non arrivano a coprire una settimana, figuriamoci un mese intero! Non che ci illudessimo di poter far campare nostro figlio alle spalle dello Stato, ma le tasse le abbiamo sempre pagate, e al nostro bambino non abbiamo mai fatto mancare nulla … sicuramente però a questo punto ci abbiamo pensato su parecchie volte prima di decidere “possiamo permetterci un altro figlio?”

… e anche quello del lavoro è un altro fattore importante: crede che sia un luogo comune quello delle donne lavorativamente “gambizzate” solo perché donne, o perché mogli, o perché madri? Non sono luoghi comuni … Non le racconto le ansie del mio capo quando gli dissi che ero incinta! Mi ci vollero mesi – tutti quelli della gravidanza, oltre al successivo anno di “allattamento” previsto dalla legge – a tranquillizzarlo che non lo avrei lasciato nei casini all’improvviso! E fortunatamente ho avuto una gravidanza “fisiologica” … conosco donne che purtroppo hanno dovuto chiedere la maternità anticipata perché rischiavano un aborto spontaneo, conosco donne che sono state trasferite in sedi decisamente “scomode” non appena rimaste incinte, sì da convincerle a dimettersi … Non sono luoghi comuni, sig. Langone, sono casi reali. Queste donne ci pensano su bene, prima di decidere se fare un figlio, perché se con due stipendi un figlio costa, in una famiglia monoreddito, il peso è maggiore!

Sì, sig. Langone, si tratta proprio di “poterselo permettere” un altro figlio, non di scegliere se volerlo o meno in base all’istruzione o al lavoro della madre … Io non posso permettere a me stessa, né ai sacrifici che hanno fatto i miei genitori per farmi studiare, di abbandonare il mio cervello nel comodino per fare solo la casalinga … le casalinghe, quelle che intende Lei, le conosco, e ne fuggo via inorridita! Donne frustrate, che guardano soap e programmi di cucina, donne che la conversazione più interessante che possono avere – con altre donne, badi, non con un gruppo eterogeneo di persone! – riguarda quella o quell’altra marca di detersivo per lavastoviglie, oppure le beghe condominiali con le vicine impiccione e rumorose …  Non posso permettere a mio figlio di crescere con una madre frustrata e limitata, ho il dovere verso me stessa e verso di lui, di permettergli di allargare i suoi orizzonti verso una realtà cosmopolita, verso un mondo multirazziale e multiculturale, verso un futuro in cui si troverà di fronte a donne alla pari.

Ah, dimenticavo di aggiungere un dato: io sono – ideologicamente (NON politicamente, si intenda!) - di destra, eppure, leggendo il suo articolo e leggendo che si vantava di ragionare da uomo di destra, mi è venuta l’orticaria!  

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