BEAUTIFUL & CO
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- Category: Pensieri
- Published on Monday, 26 December 2011 19:20
- Written by Alessandra
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non guardo più questa soap da sei anni, credo, forse sette... e non ne sento affatto la mancanza: segno evidente dell'inutilità della famiglia Forrester e delle loro vicende nella mia vita!
d'altronde non sono una "curiosa", affamata di notizie e gossip e pettegolezzi per natura: non mi interesso ai reality, né alla lettura da ombrellone di amori e disamori estivi, invernali, primaverili, per tutte le stagioni... perciò la morbosa attenzione a quello che succede nella soap, come in altre soap, non mi coinvolge! posso comprendere certo che per alcuni sia come una droga, non possono farne a meno: conosco persone che registrano e si rivedono le puntate, che in una conversazione sarebbero capaci di parlare di quel o quell'altro personaggio, dei loro comportamenti, del trucco o dell'abbigliamento, come se fossero conoscenti dei quali ti vogliono informare!
di queste persone, penso che sarebbe preferibile se prendessero il vizio del fumo, piuttosto che quello delle soap: almeno finita la sigaretta, resterebbero nella realtà del momento, con i piedi ben piantati per terra, senza correre il rischio di credere per vere o quanto meno verosimili, certe assurdità che nella vita quotidiana non potrebbero accadere!!!
... e dire che qualche vicenda alla Beautiful, nella mia vita sentimentale, l'ho avuta, anni fa, ma ero giovane, e sono state delle parentesi e delle coincidenze dovute alle circostanze tutte particolari che ho vissuto: sono situazioni che giudico "irripetibili" nella vita "normale" di persone normali! (sì, lo so: qualcuno può obiettare che nella mia vita, ben poche cose sono "normali"... forse è per questo che ho vissuto certe esperienze, forse è per questo che sono così... o forse la mia normalità inizia dove finisce l'anormalità di chi mi circonda...)
Fatto è che ultimamente mi hanno immersa - una vera e propria full immersion, mio malgrado - in una soap, con tanto di intrighi, strategie, colpi di scena, e che queste puntate, giorno dopo giorno, si svolgono tutte sulla mia pelle...
pare che tutti abbiano iniziato a considerare normali atteggiamenti e comportamenti che non lo sono!
vivo in una specie di clan, una specie di famiglia allargata, nella quale ogni membro DEVE sapere i fatti miei, e poterli giudicare... come se io non fossi capace di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, come se io non fossi capace di cavarmela da sola e dovessi necessariamente essere guidata... come se fossi incapace in ogni ruolo, come madre, come moglie, ecc...
così: ecco che "una", che per comodità chiamerò M si lamenta del fatto che dei miei problemi matrimoniali non le avevo mai parlato;
che crede di potersi inserire nella mia vita matrimoniale "a fin di bene" (?!?), parlando sia con me che con mio "marito", e facendosi raccontare da entrambi i nostri problemi, salvo poi riferirli all'uno od all'altra secondo il SUO filtro... come quando venne da me a dirmi "ma lui ti ama, io lo SO per certo!!!" e io le risposi chiedendole "te l'ha detto lui?!? perché a te lo dice e a me no?" (perché lui giocava a fare il DURO, a fare "l'uomo che non deve chiedere mai", senza che nessuno gli abbia mai detto che "il bel gioco dura poco!"), colta in fallo balbettò "beh, no, non è che me l'ha detto... l'ho capito io da sola..." lei stessa che si è sempre vantata, anche di fronte ad altri, del fatto che lui a lei ha sempre raccontato tutto, con lei ha sempre parlato... come se fosse in competizione con me, come se pensasse "alessandra è un'incapace anche come moglie... vedete? con suo marito ho un rapporto migliore io, di lei..." salvo poi scandalizzarsi quando io questo "bellissimo idilliaco <innocente> rapporto" gliel'ho rinfacciato!!!
... senza contare quando mi ha rimproverata di non averle raccontato (quasi) nulla dei miei problemi di coppia, sentendosi rispondere: "1) sono problemi tra moglie e marito, e non è scritto da nessuna parte che debba per forza raccontarli a te! 2) quando ti ho raccontato qualcosa, hai minimizzato, non hai dato importanza a cose che per me lo erano, come se fossero solo mie paranoie..."
e così se prima - due, tre anni fa - mi sentivo consigliare vivamente di "tenere duro, temporeggiare, comprendere, essere paziente", ora questa pazienza mi viene rinfacciata "dovevi deciderti prima, dovevi agire, non dovevi arrivare a questi punti, ecc..."
M che mi diceva "ma dove lo trovi un altro così?"
M che mi diceva "se non gliela dai, lui poi si va a trovare un'altra!"
M che mi diceva "ma guarda che con me lui parla! mi racconta!"
M che mi diceva "è addolorato... tu no, non lo sei"
(ma che caxxo ne sai se io lo sono o meno? non ho pianto al funerale di mio padre, ne deduci forse che io non lo amassi, che non lo ami? eppure mi manca come l'aria ogni istante della mia vita, da quel giorno, ogni giorno...
non piango per questa separazione, non piango per un uomo che mi ha trattata male e trascurata, e che anche ora non vuole rendersi conto di come si è comportato, ma continua a dare la colpa a me! non posso sprecare lacrime, ancora, per lui, non ne vale la pena, le mie lacrime sono preziose!)
e un' "altra", che per comodità chiamerò B che pensa di poter fare lo stesso: parlando anche lei con entrambi, dando ad entrambi appoggio, solidarietà, disponibilità al dialogo ed alle confidenze... salvo poi sentirsi chiedere da LUI "è vero che anche tu sei dalla mia parte? perché so che anche mia suocera è dalla mia parte... " e rispondere (lavandosene le mani, non prendendo diplomaticamente le parti di nessuno) "non sono dalle parti di nessuno, avete le vostre ragioni entrambi, e io non voglio schierarmi"... beh, certo... non si può costringere nessuno a schierarsi, ma a volte penso che "il sangue non è acqua", e che io darei tutto il mio appoggio, a chi ha il mio stesso sangue, anche se avesse sbagliato, perché la colpa, il torto o la ragione, non sono mai nettamente separati... ma evidentemente del "sangue", c'è chi sente il richiamo solo ogni tanto, per passare una giornata di festa in <famiglia>...
(o forse no... visto che B lo ha invitato per il pranzo di capodanno da trascorrere con la MIA famiglia, avendo saputo che io invece il capodanno preferirò trascorrerlo altrove?)
e "QUELLI", uno in particolare che chiamerò F, che mi giudicano pensando che io sbagli, che agisca in maniera avventata ed immatura, ancor prima di aver ascoltato i fatti?!? che mi rimproverano di aver saputo "certe cose" (che ormai avevo già detto, ma che non erano state evidentemente ben lette od ascoltate), da facebook, piuttosto che dalla mia voce... che mi rimproverano di aver rifiutato i loro consigli, la loro esperienza, quelli che si dicono <amici> perché vogliono darti l'aiuto che dicono loro, quando e come decidono loro... non quello di cui avresti bisogno... fosse anche una presenza silenziosa...
d'altronde "LUI" sta giocando sporco, sì... ma sta giocando bene: le <vittime> ed i <vittimisti> hanno maggiori chances al televoto, no?!?
- lacrimoni giusti al momento giusto per farsi compatire...
- fango addosso alla sottoscritta, verità travisate, bugie verosimili, puttanate così gonfiate che potrebbero scoppiare spargendo il loro contenuto ovunque, verso le quali i miei tentativi di difesa non sembrano credibili (con chiunque incontri, che mi conosca o meno!!!), e naturalmente chiare e innocenti (tra un po' gli spunta pure l'aureola, eh?!? perché no... anche se è ateo) spiegazioni ai suoi comportamenti, che quasi quasi a sentirlo parlare, viene pure da dirgli "ma povero... come hai fatto a sopportare un'arpia simile per tutti questi anni? sei proprio un santo se nonostante tutto vuoi mantenere un rapporto <civile> con lei..." e tutto con il solo scopo che la sottoscritta venga scansata come non degna di conforto e consolazione, di amicizia, di affetto, di un qualsiasi "normale" sentimento, uno scarto, un'indegna, una PARIA;
- sorrisi e moine a M, a B, a F, a T, a A, e a tanti e tanti altri da utilizzare anche a più riprese tutte le lettere dell'alfabeto, così da tenerseli <stretti>, dalla sua parte, massima disponibilità a M "vuoi venire al mare con me? se vuoi ti accompagno io a ***, ecc..." oppure a T "vi va di venire a *** con me ed il bambino, qualche volta? che fate, stasera? volete prendervi una birra con me a *** ?", "hai bisogno di aiuto con il computer? ti aiuto io, quando vuoi!"
- culo & camicia all'improvviso con persone che prima vedeva raramente perché magari la colpa era mia, che non avevo grande simpatia per quelle persone...
e intanto chi dorme su uno scomodo divano-letto (la mia schiena già acciaccata, ed il mio ginocchio riavvitato ed ancora convalescente ringraziano, giurando vendetta, tremenda vendetta!), in una casa che non è la propria, SONO IO;
chi è costretta a vivere circondata da madre, sorella, cugina, amici di vecchia data, altri parenti, eventuali e varie, che sono tutti dalla parte di LUI, sono io... senza un abbraccio consolatorio, una parola di conforto...
chi all'alba non sa dove e come trovare un assorbente perché le è arrivato il ciclo, ma non dorme nella propria casa, non ha il proprio armadietto in bagno, SONO IO!
chi deve giustificare dove si trovi con il bambino, alle 21.00 di sera (mentre fa la fila in pizzeria), mentre lui non si degna neanche di un sms per dire "siamo arrivati a casa, tutto bene" all'01.00 di notte, SONO IO!
e tutto questo (e molto di più) solo perché io ho avuto rispetto del suo ruolo di "padre di mio figlio", e non ho voluto sputtanarlo come avrebbe meritato, per mari e per monti, così che hanno tutti sentito - abbondantemente innaffiata da lacrimoni DOC - la sua patetica campana, e non la mia! solo perché ho ascoltato gli pseudo-consigli di chi doveva consigliarmi per il MIO interesse, ed ho temporeggiato, pazientato, compreso, a lungo... fin troppo a lungo... senza che le cose cambiassero, soffrendo in silenzio cattiverie ed umiliazioni, ed ingoiando a stento amare lacrime...
ed ora lui continua a vivere a casa <nostra>, dove io vado quando lui non c'è, a fare da cenerentola all'occorrenza, e da babysitter a mio figlio; lui esce col bambino come, dove e quando vuole, lo riporta a casa a notte fonda (e io che prego che non abbia bevuto una birra di troppo prima di mettersi alla guida, non per lui, ma per il mio bene più prezioso, quel bambino...), ma se IO voglio tenere gabriele con me per un paio di giorni, si scatena il putiferio, con tanto di mormorii e sguardi bassi di disapprovazione da parte di chiunque...
mi vien voglia di prendere mio figlio, guardarlo negli occhi e dirgli "amore mio, andiamocene via da qui, soli tu ed io, dove potremo sentirci davvero liberi..."
e andarmene via...
lasciare LUI libero di vivere il suo idilliaco affettuoso <assolutamente platonico ed innocente> rapporto con M, e B, e F, e T, e A, e chiunque altro, parenti ed amici, liberi di godersi quest'uomo che li ha soggiogati tutti con la propria patetica vita da "titano che porta il peso del mondo sulle spalle senza lamentarsi mai, sempre pronto e disponibile e generoso"
tenetevelo caro caro... a me non serve... mi fa schifo, ribrezzo, disprezzo, avversione... e non avrei mai potuto pensare di dire una cosa del genere, ma MI DISPIACE sinceramente che sia il padre di mio figlio!!!
... non esiste la neutralità, avete scelto, e me lo avete detto chiaramente tutti quanti... infiocchettandomi le vostre parole come se fossero sagge e giuste, ed io vaneggiassi: avete detto che è giusto continuare a frequentare lui, ebbene: io vi dico da MESI ormai, che ne soffro, che è una mancanza di rispetto nei miei confronti pranzare con lui, cenare con lui, andare al cinema con lui (non ultimo questo prossimo pranzo di capodanno), eppure a voi non importa di ferirmi, e dunque, le scelte che si fanno, comportano delle conseguenze... io delle mie scelte - giuste per me, sbagliate per voi - sto pagando le conseguenze con INTERESSI DA USURAIO... per le vostre scelte, non aspettatevi SCONTI, non sono in vena di liberalità!


