ELOGIO DELLA SCULACCIATA di Jacques Serguine
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- Category: Erotici
- Published on Wednesday, 28 December 2011 11:09
- Written by Alessandra
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l'ho acquistato per gioco tra i "reminders" di ibs.it, giusto perché il titolo mi incuriosiva, nella sezione libri erotici in cui stavo già acquistando "Histoire d'O" di Pauline Réage, che solo durante la lettura ho scoperto avere contenuti sado-maso, bondage, slave-master, fetish, ecc..., e "Salomè" di Oscar WIlde (ma scusate la mia ignoranza: "Salomè" è un'opera erotica? boh... quando lo leggerò lo scoprirò...)
Premetto che le edizioni ES mi piacciono molto: libretti economici eppure ben curati, a partire dal tipo di carta e cartoncino, alla selezione delle opere da pubblicare, di spessore culturale - almeno per i titoli che ho avuto modo di leggere, nonostante l'argomento "pruriginoso" possa facilmente rischiare di far scivolare nel volgare!
Ma torniamo a quest' "elogio della sculacciata". Perché tre stelline? perché l'ho abbandonato?
le tre stelline ovviamente si riferiscono alla parte (poco più della metà) che ho letto: il titolo può far sorridere, sì, ma l'autore prende l'argomento molto seriamente, ed analizza il "perché" con citazioni dotte e spiega l'argomento sotto aspetti sociologici e morali, ed anche quando riporta esempi, non cade mai nel volgare, e li descrive con un linguaggio molto delicato ed efficace.
Inizio ad annoiarmi non appena l'autore inizia a spiegare il "quando", riportando scene della sua vita familiare, e spiegando chiaramente che preferisce indicare un particolare giorno alla settimana, il venerdì, in cui ha una sorta di appuntamento con la moglie, per la "sculacciata settimanale". Forse è questo che mi ha infastidita: l'appuntamento... il solo fatto di stabilire una data da rispettare per qualcosa che dovrebbe essere piacevole (una sculacciata? vabbè, dipende dai gusti, no? e non è questo ciò che sto analizzando in questo momento) per entrambi, fa perdere buona parte della poesia, del desiderio, dell'eccitazione che quel qualcosa intrinsecamente esprime! Io non riuscirei mai a considerare il sesso, la passione, come un "appuntamento" da inserire in agenda: potrei mai scrivere "venerdì, ore 20.00 cena con amici; ore 21.30 sesso/sculacciata", se anche ci riuscissi, alle 21.25 avrei sonno, mal di testa, oppure penserei al bucato del giorno dopo, ma sicuramente la mia testa ed il mio corpo si rifiuterebbero di predisporsi benevolmente verso il sesso, mi sentirei costretta...
HISTOIRE D'O di Pauline Réage
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- Category: Erotici
- Published on Wednesday, 28 December 2011 11:05
- Written by Alessandra
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mi aspettavo sicuramente di più...
non so, forse sbagliavo, ma mi ero convinta che fosse un "classico" della letteratura erotica e che non potevo non leggerlo!
Invece non è stato niente di che... sì, ok, è stato scritto negli anni '50, da una donna, e quindi ha un linguaggio delicato e pudìco, nonostante l'argomento sia alquanto forte, e forse è proprio questo contrasto uno degli elementi che mi rendono così ostica la lettura, l'altro elemento è che pur comprendendo che in amore, nei rapporti sentimentali, ci si possa abbandonare a "giochi di ruolo" e che avendo una mentalità aperta, posso anche ammettere che questi giochi di ruolo possano prevedere che uno dei due si lasci dominare dall'altro, mi viene davvero difficile accettare l'annullamento totale della volontà di una donna, ridotta alla schiavitù anche fuori dal letto, la sua remissività completa in ogni aspetto della sua vita. Fatico seriamente a considerare possibile - sarò forse troppo borghese e limitata, mah... - che una donna scelga una non-vita simile, e la ami, questa non-vita, e sia orgogliosa del marchio da bestiame che porta sulle "terga"!
A lettura ultimata aggiungo una breve nota:
ho trovato, sin dalle primissime pagine, molto accurata ed attenta, l'analisi dei pensieri di O, la protagonista, con ogni sua emozione sviscerata e puntigliosamente descritta, in modo chiaro e limpido, come se si trattasse della lettura dello stesso intimo diario di O, tanto che ad un certo punto mi sono chiesta se non sarebbe stato meglio, per l'autrice scriverlo in prima persona, e non in terza... eppure sono certa che sia stato proprio l'uso della terza persona, a rendere maggiormente efficace ed incisiva nel lettore, la comprensione di quei pensieri, la compenetrazione nelle emozioni di O, che sebbene non condivise, sebbene a volte possano essere "raccapriccianti", sono analizzate in maniera così trasparente da farle sembrare in qualche modo "naturali".


