FERMATE IL BOIA di Agatha Christie
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- Category: Gialli & Noir
- Published on Thursday, 20 October 2011 13:04
- Written by Alessandra
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Devo ringraziare i partecipanti al gruppo di aNobii dedicato a Poirot, al quale mi sono aggiunta senza invito, se ho potuto leggere questo libro maggiormente cosciente del rapporto molto particolare tra Agatha Christie ed il suo personaggio più famoso, Hercule Poirot, appunto! Contemporaneamente ho potuto conoscere l’alter ego su carta della Christie, la scrittrice Ariadne Oliver, anche se in questo libro di lei e del suo carattere non trapela moltissimo, se non la timidezza e la tendenza all’asocialità.
D’altronde la tentazione di entrare a piè pari nelle proprie storie, se non da protagonista, almeno come co-protagonista, o al limite come comparsa, è talmente grande, che così come Agatha Christie ha inventato una scrittrice che le somigli, e che affianchi Poirot nelle sue indagini, anche altri scrittori non hanno resistito e si sono ritagliati una particina minuscola, un cammeo, nelle sceneggiature dei film tratti dai loro libri: Stephen King, per esempio, e persino Patricia Cornwell!
Proprio in quest’opera, è per voce della sua alter ego che la Christie ammette di non avere in simpatia il proprio stravagante protagonista: la Oliver infatti dice “Come posso sapere per quale motivo mi è venuto in mente di inventare un uomo così disgustoso? Dovevo essere impazzita! Perché un finlandese quando io, della Finlandia non so niente? E perché vegetariano? E perché tutte quelle fisime stupidissime che lo caratterizzano? Purtroppo sono cose che succedono. Si fa un tentativo … e prima di accorgersi a che punto ci si trova, si scopre di essere legati per tutta la vita ad una creatura esasperante come Sven Hjerson. Figuratevi che c’è perfino qualcuno che mi scrive e mi dice che devo essergli molto affezionata. Affezionata? Se nella vita incontrassi quell’ossuto e dinoccolato finlandese, divoratore di ortaggi, credo che commetterei l’omicidio migliore che io abbia mai inventato.”
Eppure a Poirot, Agatha Christie deve la maggior parte della sua fama … alla sua eccentricità, al suo intuito, alle sue celluline grigie, alla sua maniacale precisione … ma in fondo: tutti gli investigatori più famosi, non sono un po’ eccentrici? Lo stesso Sherlock Holmes lo era, no?
In questo libro Poirot è stanco, appesantito, annoiato … vive della sua fama, ma non si sente ancora in pensione, tanto da accettare un caso gratis, pro bono, si direbbe … un caso che lo porta in un minuscolo paesino dove tutti si conoscono e dove il passatempo più comune è osservare le vite degli altri, ad indagare sulla morte di un’anziana donna di servizio, per il cui omicidio, il giovane e asociale pensionante viene condannato. Ma a Poirot servono alcuni indizi, e soprattutto il suo intuito e le sue celluline grigie, per arrivare a scoprire l’assassino. Il giallo è ben costruito, con colpi di scena e un intreccio che spinge a leggere e ad indagare cercando di capire … nonostante si sappia già che la Christie tiene per sé sempre l’ultimo particolare, quell’unico tassello del puzzle che darà a Poirot la soluzione.
Anche di questo libro avevo visto il film, ma fortunatamente ne ricordavo un’unica scena: quella della spinta a Poirot perché cadesse sui binari proprio all’arrivo di un treno … e per fortuna ho potuto godermi una brillante Agatha Christie!


