NAPOLI

Tramonto sul Vesuvio

NAPOLI

PAESTUM (SA)

Tempio di Atena

PAESTUM (SA)

PAESTUM (SA)

Tempio di Poseidone (Apollo)

PAESTUM (SA)

GROTTAGLIE (TA)

All'interno del castello - museo

GROTTAGLIE (TA)

POMPEI (NA)

Scavi in notturna

POMPEI (NA)

DIAMANTE (CS)

Lungomare

DIAMANTE (CS)

PAESTUM

Spiaggia

PAESTUM

OSTUNI (BR)

Scorcio

OSTUNI (BR)

DIAMANTE (CS)

Isola di Cirella

DIAMANTE (CS)

PAOLA (CS)

Ingresso del Santuario di San Francesco

PAOLA (CS)

PER MANO MIA di Maurizio De Giovanni

Ho capito chi era l’assassino già la prima volta che è entrato in scena, e questo, devo ammettere, toglie molto all’atmosfera in un giallo! Tanto più che ne avevo intuìto anche le motivazioni (beh, non proprio precisamente ma ci sono andata vicino…).

Ciò nonostante, le storie del commissario Ricciardi sono sempre una specie di porto sicuro in cui rifugiarsi, e lo stile di De Giovanni non annoia mai: è asciutto e libero da fronzoli, da lunghe quanto noiose descrizioni, sempre più “sicuro” e preciso, i suoi personaggi sono ormai figure familiari, con la loro vita semplice, i loro pregi ed i loro difetti, i loro silenzi e i loro buoni sentimenti.

Mi è dispiaciuto non aver potuto dedicare al libro l’attenzione che meritava, forse ho scelto di leggerlo nel periodo sbagliato… o meglio: è stato sicuramente il periodo sbagliato per poterne cogliere appieno l’atmosfera, ma è stato bello sparire dal mondo, sotto il piumone, a fine giornata e nonostante la stanchezza essere presente al tacito appuntamento, e potermi tuffare, nonostante i pensieri, i problemi, le lacrime che hanno caratterizzato questo lunghissimo febbraio, nella Napoli del 1931, insieme a Maione, alla tata Rosa, ad Enrica, a Livia, al commissario Ricciardi con i suoi fantasmi, e nel tempo di tre o quattro o dieci pagine, dimenticare un poco le mie tristezze ed addormentarmi tra “visi amici”…

Tornando al libro: dato che il giallo era stato svelato quasi subito, ho potuto rivolgere la mia attenzione alle ben descritte tradizioni del Natale e del presepe in particolare.

Il presepe mi ha sempre affascinata, sin da bambina, e scoprirne grazie a questo libro, usanze ed abitudini tramandate di generazione in generazione, di quelle che magari conosci e tramandi anche senza saperne il perché, e di quelle che non conoscevi affatto e le scopri per la prima volta nella loro poetica logicità, è stato un po’ come rivivere i presepi di quando ero bambina: la magia delle luci accese nelle casette di cartone, le montagne di carta di giornale ricoperta da carta mimetica, i mobili spostati per far spazio all’ “intruso” invernale, un “intruso” capace di scaldare più di una stufa…  

La tradizione del presepe spesso si fonde con il Natale stesso, e in fondo fa parte di noi da secoli, ed è nel nostro sangue insieme al sangue dei nostri avi. Il presepe è forse una delle più democratiche usanze: non esiste Natale senza il presepe, in ogni casa, ricca o povera, grande o piccola, felice o triste che sia…

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