HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE di Joanne Kathleen Rowlings
- Details
- Category: Romanzi
- Published on Monday, 09 January 2012 08:47
- Written by Alessandra
- Hits: 28
Non so se riuscirò a dare a questo libro una recensione che sia slegata dagli altri capitoli della saga, ma ci proverò. So sicuramente che non è stato “bello” come me lo aspettavo!
O meglio: è stato un bel libro, nel complesso, ma le quattro stelline (su anobii) sicuramente non le merita, forse 3 ½ … perché dall’ultimo (anche questo bello grosso!) volume, quello conclusivo, mi aspettavo di più, perché lo stile della Rowling è stato sì, chiaro, leggero e scorrevole come per i precedenti, ma anche “spiccio, sbrigativo”; perché il libro aveva parecchi “tempi morti”, ed in molti casi, la tendenza a trovare spiegazioni e soluzioni – com’era accaduto, piacevolmente direi, nei volumi precedenti – a tutto e a tutti mi è sembrata una grande arrampicata sugli specchi, compresa l’assoluzione in extremis di alcuni dei cattivi, diverse morti superflue tra i buoni, il bene che trionfa sempre sul male, anche se con tante di quelle forzature sulla logica tenuta fino al volume precedente, da far accapponare la pelle, e l’ultimo capitolo, quello che narra brevemente la vita quotidiana di Harry, diciannove anni dopo, decisamente fuori luogo… avrei preferito non leggerlo, mi ha guastato quel po’ di buono che avevo trovato in tutto il libro!
Nonostante questo capitolo conclusivo decisamente non all’altezza delle mie aspettative, resto affezionatissima al maghetto con gli occhiali… ora non mi resta che godermi la visione dei film (avevo visto solo i primi), sperando che superino – difficilmente è così, lo so: è raro che un film sia migliore del libro da cui è tratto – l’impressione che ho avuto dal libro!
HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE di Joanne Kathleen Rowling
- Details
- Category: Romanzi
- Published on Tuesday, 27 December 2011 08:55
- Written by Alessandra
- Hits: 21
Premetto che la Rowling è assolutamente geniale!
Insomma: è partita da un libro per bambini ed ha portato la sua storia ad una letteratura per adulti: come ho già detto, è cresciuto il protagonista, è cresciuto il suo pubblico, è cresciuta anche l’autrice come scrittrice! Non solo: ha inventato di sana pianta un mondo – quello della magia – con regole (le scuole di magia, le diverse materie, il patentino per la materializzazione / smaterializzazione, il concetto della morte e dell’immortalità, tanto per fare alcuni esempi… ed una magia che non può risolvere proprio tutto, come noi Babbani saremmo portati a credere…) un mondo che non era facile giustificare alla luce delle regole di vita di noi “Babbani”, appunto! Lo ha inventato, ce lo ha descritto ed analizzato, e spiegato in questi sette volumi (io sono arrivata al sesto).
E non solo! Ha organizzato gli intrecci delle diverse trame non solo in modo da non lasciare in sospeso nessun particolare sulle vicende, in modo che ogni piccolo avvenimento ancorché insignificante rientrasse al suo posto come la tessera di un puzzle… ma ha fatto sì – e mi riferisco ai volumi precedenti, non a questo – che ognuno di essi potesse essere letto e compreso indipendentemente dagli altri libri della saga, nonostante i continui riferimenti alle avventure vissute in passato, o a personaggi incontrati in precedenza.
Devo ammettere che anche questo, come il precedente, è un volumone bello grosso, da leggere – ma il numero di pagine non mi ha spaventata: lo stile della Rowling è maturato, ma è rimasto comunque scorrevole e leggero – eppure, in confronto al precedente ha un paio di punti a suo favore, ed uno a suo sfavore, i primi sono dati dall’essere avvicente: insomma, come sempre in questa saga, gli avvenimenti più importanti si svolgono negli ultimi 2-3 capitoli, eppure non ho avvertito tempi morti, durante la lettura (o forse mi sono ormai “assuefatta”?), e mi è parso di accompagnare il protagonista, più maturo e meno avventato degli anni precedenti, in ogni pagina, in ogni corridoio della scuola, in ogni suo pensiero… Chi potesse essere il “principe mezzosangue” era abbastanza facile intuirlo, nulla di misterioso in questo, e poco mistero c’è stato sulle azioni di Malfoy come su quelle di ognuno dei personaggi, eppure ci sono stati momenti di sgomento e batticuore, soprattutto verso la fine quando è successo il fatto più grave che la Rowling potesse immaginare di scrivere!
Il punto a svantaggio è dato dall’operazione di marketing colossale che ha accompagnato il libro (e di conseguenza il film, che non ho ancora visto): non è possibile costringere il lettore, (o lo spettatore) dopo aver speso i soldi per questo libro (o film), ad aspettare diversi altri mesi, o un anno, per poterne leggere (vedere) il seguito! Non la trovo una politica rispettosa e corretta nei confronti di chi rappresenta poi la maggior fonte di fama e guadagno, per l’autrice, per la casa editrice, per la casa di produzione del film, ecc… e cioè il pubblico!
Con il settimo ed ultimo volume pare che sia andato anche peggio: i film se non erro sono addirittura due, no?
HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE di Joanne Kathleen Rowling
- Details
- Category: Romanzi
- Published on Monday, 12 December 2011 09:30
- Written by Alessandra
- Hits: 31
Oh, insomma… se la Rowling avesse scritto duecento pagine in meno, sicuramente il libro sarebbe stato più avvincente! Le quattro stelline se le merita, certo, perché è avvincente dalla prima all’ultima pagina (le ultime poi sono spettacolari, gli occhi sembrano non leggere abbastanza velocemente il susseguirsi turbinoso di eventi!), e poi si conferma l’abilità della costruzione, le piccole tessere della trama che si incastrano perfettamente anche con elementi contenuti nei libri precedenti e che potevano anche passare inosservati ad un lettore distratto.
La Rowling è bravissima a tenere desta l’attenzione di chi legge, pagina dopo pagina, e continuo a pensare che se decidesse di scrivere libri per adulti (oddio… non è che – a parte i primi due – la saga di Harry Potter sia da considerarsi “ciclo di libri per bambini”!) sarebbe un’ottima giallista. Si conferma dunque la crescita non solo del personaggio principale e dei suoi co-protagonisti, ma anche dei lettori cui questi libri sono dedicati. Si conferma inoltre la capacità di immergere il lettore in un mondo che sembra tutt’altro che fantastico, ma che anzi, viene descritto in maniera così realistica che mi chiedo quanti maghi e streghe ci siano in giro, a considerarmi una semplice “babbana”, mi viene facile immaginare che a Londra, nel pieno centro della città, ci sia una cabina telefonica che altro non è che l’ingresso ai visitatori del Ministero della Magia, mi viene facile immaginare il binario 9 ¾ e i campi da Quiddich, e bacchette magiche nascoste sotto le giacche…
Anche i personaggi sono ben caratterizzati, chi più chi meno, tutto sommato, ma Harry in particolare, con minuziose descrizioni dei suoi stati d’animo e dei tumulti di pensieri che si affollano nella sua testa d’adolescente, con i suoi pregi ed i suoi difetti, dal disappunto alla gelosia, ai moti di ribellione per le ingiustizie subìte, dall’impulsività alla cocciutaggine che lo spinge a voler avere ragione sugli adulti che si affannano a proteggerlo, allo smisurato affetto che lo spinge a gesti eroici, tutte caratteristiche che lo rendono un eroe umano, capace di sbagliare e di riprendersi, un eroe ahimè molto lontano dai quindicenni di oggi.
HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO di Joanne Kathleen Rowling
- Details
- Category: Romanzi
- Published on Tuesday, 27 December 2011 08:52
- Written by Alessandra
- Hits: 23
questo è l'unico che non ho commentato a fine lettura... ma che commento dopo aver letto già ben sei volumi su sette della saga.
forse perché non ha nulla di speciale da aggiungere agli altri?
forse perché rappresenta una conferma del giudizio comunque positivo che ho della Rowling come scrittrice, della saga che ha scritto?
Sono comunque felice, e vale per questo come per tutti gli altri libri su Harry Potter, di averli letti ben al di là del boom mediatico che è seguito alla nascita del personaggio.
So già che mi mancherà il maghetto e tutti i suoi amici, e tutto il suo magico mondo, quando avrò finito di leggere anche il settimo ed ultimo libro...
HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN di Joanne Kathleen Rowling
- Details
- Category: Romanzi
- Published on Friday, 18 November 2011 09:25
- Written by Alessandra
- Hits: 19

Cresce harry potter, che adesso ha tredici anni, cresce l’autrice come scrittrice, crescono i lettori.
Direi che dei tre letti fino ad ora questo è il più bello… o meglio: quello meno dedicato ad un pubblico di bambini e ragazzi, e capace di abbracciare anche lettori un po’ più “adulti”. Tanto che quando l’ho finito sono stata indecisa sul punteggio da assegnargli, su anobii: 4 stelline come gli altri due libri che ho letto, oppure 5? Ma i libri successivi sapranno eguagliare queste 5 stelline? E se fossero ancora più belli di questo come potrei assegnare loro un voto maggiore, dal momento che 5 stelline è il massimo che anobii ammette? Che dilemma… stanotte ho optato per un moderato “bello – 4 stelline”, ma stamattina non aspettavo altro che accedere alla mia libreria per poter cambiare il mio giudizio in meglio, verso un “bellissimo – 5 stelline”. Per i prossimi libri si vedrà…
Devo dire però che in questo volume – complice forse il turbine di fama, ricchezza e successo che l’ha travolta all’improvviso – la Rowling perde un pizzico di quella capacità che aveva avuto – straordinaria – nei libri precedenti, di non lasciare pagina senza una piccola emozione. Qui nel tentativo di dare un crescendo alla tensione ed all’attesa di questo famoso incontro tra il protagonista ed il fantomatico prigioniero evaso da azkaban, il libro si snocciola per due terzi con meno suspense di quanto ci si potrebbe attendere, visti i precedenti, e solo nell’ultimo terzo del romanzo si sviluppa in tutta la sua prorompente “magia” (è il caso di dirlo!) e tra colpi di scena, sorprese, scoperte, davvero fino all’ultima pagina non si può sapere come andrà a finire – a meno di aver visto il film, che io ho visto e che ho trovato, devo ammetterlo, meno brillante dei film precedenti oltre che meno chiaro rispetto alla trama del libro.
Sarà che l’ho terminato all’01.30 di notte, sarà che appunto le ultime 100-200 pagine hanno un sapore gotico, anche un po’ thriller, oserei dire, e se per la parte precedente aveva prevalso il richiamo infantile – i compiti, gli esami, gli orari, l’istinto a sfuggire alle regole che tentano di imbrigliare le energie degli adolescenti – ecco che appena chiuso il libro e spenta la luce, mi sono addormentata con quel vago senso di ansia che provavo quando da ragazzina volevo fare la “coraggiosa” e dopo aver visto un film dell’orrore mi addormentavo con l’orecchio attento ad ogni minimo rumore, e l’occhio pronto a cogliere ogni minima variazione di ombre e di luci. No, non mi ha spaventata ovviamente, ma per qualche istante, proprio come una ragazzina, ho avuto la sensazione che il gramo, il licantropo, e gli altri personaggi del libro, fossero usciti dalle pagine, che fossero reali, e non frutto della fantasia dell’autrice.
Mi capita anche con altri libri, di sentirmi così coinvolta dalla storia narrata, e dalle vicende lette, da provare la sensazione di aver davvero vissuto quelle esperienze insieme ai protagonisti, e che quei personaggi siano reali. Quando uno scrittore ha una capacità come questa, di coinvolgere il lettore, ha un dono straordinario, ed è suo “dovere” saperlo sfruttare al meglio!
Semmai, un po’ per età, un po’ per indole, non riesco in questi libri, ad immedesimarmi nel protagonista, nella secchiona Hermione, magari, ma non in Harry che a volte trovo davvero irritante nella sua testarda capacità di violare tutte le regole + 1 facendola sempre franca… spero che quando mio figlio leggerà questi libri non si farà convincere dallo stile ribelle del maghetto con gli occhiali, e segua le regole!!!
Un ultimo appunto – a me stessa – prima di concludere: devo imparare a leggere le introduzioni, perché nel commento al primo libro della saga, sottolineavo inorridita che la traduzione lasciava a desiderare per quanto riguarda la coniugazione del presente indicativo. Ho poi scoperto che si trattava di errori voluti riguardanti i soli discorsi di Hagrid, che pare abbia un modo di esprimersi piuttosto sgrammaticato; purtroppo il linguaggio adottato per il personaggio, nella versione italiana non è sufficientemente sgrammaticato da rendere “particolare” quel suo modo di esprimersi, e non so come sia effettivamente nella versione originale, ma devo ammettere che non rende bene l’idea…


