HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN di Joanne Kathleen Rowling
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- Category: Romanzi
- Published on Friday, 18 November 2011 09:25
- Written by Alessandra
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Cresce harry potter, che adesso ha tredici anni, cresce l’autrice come scrittrice, crescono i lettori.
Direi che dei tre letti fino ad ora questo è il più bello… o meglio: quello meno dedicato ad un pubblico di bambini e ragazzi, e capace di abbracciare anche lettori un po’ più “adulti”. Tanto che quando l’ho finito sono stata indecisa sul punteggio da assegnargli, su anobii: 4 stelline come gli altri due libri che ho letto, oppure 5? Ma i libri successivi sapranno eguagliare queste 5 stelline? E se fossero ancora più belli di questo come potrei assegnare loro un voto maggiore, dal momento che 5 stelline è il massimo che anobii ammette? Che dilemma… stanotte ho optato per un moderato “bello – 4 stelline”, ma stamattina non aspettavo altro che accedere alla mia libreria per poter cambiare il mio giudizio in meglio, verso un “bellissimo – 5 stelline”. Per i prossimi libri si vedrà…
Devo dire però che in questo volume – complice forse il turbine di fama, ricchezza e successo che l’ha travolta all’improvviso – la Rowling perde un pizzico di quella capacità che aveva avuto – straordinaria – nei libri precedenti, di non lasciare pagina senza una piccola emozione. Qui nel tentativo di dare un crescendo alla tensione ed all’attesa di questo famoso incontro tra il protagonista ed il fantomatico prigioniero evaso da azkaban, il libro si snocciola per due terzi con meno suspense di quanto ci si potrebbe attendere, visti i precedenti, e solo nell’ultimo terzo del romanzo si sviluppa in tutta la sua prorompente “magia” (è il caso di dirlo!) e tra colpi di scena, sorprese, scoperte, davvero fino all’ultima pagina non si può sapere come andrà a finire – a meno di aver visto il film, che io ho visto e che ho trovato, devo ammetterlo, meno brillante dei film precedenti oltre che meno chiaro rispetto alla trama del libro.
Sarà che l’ho terminato all’01.30 di notte, sarà che appunto le ultime 100-200 pagine hanno un sapore gotico, anche un po’ thriller, oserei dire, e se per la parte precedente aveva prevalso il richiamo infantile – i compiti, gli esami, gli orari, l’istinto a sfuggire alle regole che tentano di imbrigliare le energie degli adolescenti – ecco che appena chiuso il libro e spenta la luce, mi sono addormentata con quel vago senso di ansia che provavo quando da ragazzina volevo fare la “coraggiosa” e dopo aver visto un film dell’orrore mi addormentavo con l’orecchio attento ad ogni minimo rumore, e l’occhio pronto a cogliere ogni minima variazione di ombre e di luci. No, non mi ha spaventata ovviamente, ma per qualche istante, proprio come una ragazzina, ho avuto la sensazione che il gramo, il licantropo, e gli altri personaggi del libro, fossero usciti dalle pagine, che fossero reali, e non frutto della fantasia dell’autrice.
Mi capita anche con altri libri, di sentirmi così coinvolta dalla storia narrata, e dalle vicende lette, da provare la sensazione di aver davvero vissuto quelle esperienze insieme ai protagonisti, e che quei personaggi siano reali. Quando uno scrittore ha una capacità come questa, di coinvolgere il lettore, ha un dono straordinario, ed è suo “dovere” saperlo sfruttare al meglio!
Semmai, un po’ per età, un po’ per indole, non riesco in questi libri, ad immedesimarmi nel protagonista, nella secchiona Hermione, magari, ma non in Harry che a volte trovo davvero irritante nella sua testarda capacità di violare tutte le regole + 1 facendola sempre franca… spero che quando mio figlio leggerà questi libri non si farà convincere dallo stile ribelle del maghetto con gli occhiali, e segua le regole!!!
Un ultimo appunto – a me stessa – prima di concludere: devo imparare a leggere le introduzioni, perché nel commento al primo libro della saga, sottolineavo inorridita che la traduzione lasciava a desiderare per quanto riguarda la coniugazione del presente indicativo. Ho poi scoperto che si trattava di errori voluti riguardanti i soli discorsi di Hagrid, che pare abbia un modo di esprimersi piuttosto sgrammaticato; purtroppo il linguaggio adottato per il personaggio, nella versione italiana non è sufficientemente sgrammaticato da rendere “particolare” quel suo modo di esprimersi, e non so come sia effettivamente nella versione originale, ma devo ammettere che non rende bene l’idea…


