NAPOLI

Tramonto sul Vesuvio

NAPOLI

PAESTUM (SA)

Tempio di Atena

PAESTUM (SA)

PAESTUM (SA)

Tempio di Poseidone (Apollo)

PAESTUM (SA)

GROTTAGLIE (TA)

All'interno del castello - museo

GROTTAGLIE (TA)

POMPEI (NA)

Scavi in notturna

POMPEI (NA)

DIAMANTE (CS)

Lungomare

DIAMANTE (CS)

PAESTUM

Spiaggia

PAESTUM

OSTUNI (BR)

Scorcio

OSTUNI (BR)

DIAMANTE (CS)

Isola di Cirella

DIAMANTE (CS)

PAOLA (CS)

Ingresso del Santuario di San Francesco

PAOLA (CS)

LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni

L’avevo letto già ai tempi della scuola, probabilmente in prestito dalla biblioteca scolastica, o dalla mia ex suocera, perché nella mia libreria non ne ho il formato cartaceo. L’ho riletto un paio di settimane fa in formato e-book, per trascorrere un pomeriggio leggero ed ha confermato l’impressione che ho sentito allora.
Simpatico e veloce da leggere, mi ha strappato qualche sorriso, e mi ha ricordato in alcune scene il film che vidi anni fa con Celentano e la Mori, per cui non ho trovato alcuna difficoltà nell’immaginare luoghi, scene, e situazioni.
Ma non sono riuscita a provare grande simpatia per Mirandolina, sebbene in alcuni momenti abbia pensato di somigliarle un po’, soprattutto in quella sua voglia di sentirsi “oggetto dei desideri” (ed è questo l’unico aspetto per cui condivido la sua rappresentazione dell’animo femminile).
Sicura, spavalda, viziata, a volte calcolatrice, vanitosa allo stato puro, conduce sapientemente il gioco delle parti, il gioco del corteggiamento, tessendo e tramando per tenere in pugno quattro uomini, diversissimi tra loro, dei quali in realtà non le importa nulla!
È la vanità che la spinge a voler far innamorare il cavaliere.
Non mi sento rappresentata in quanto donna, da chi considera il sesso femminile superiore a quello maschile e che con questo progetto di far innamorare il cavaliere vorrebbe lasciar intendere di vendicare le donne, “la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura”, che considera gli uomini delle “caricature di amanti spasimanti”, quando è solo il suo capriccio che vendicherà, il suo orgoglio che è stato ferito nel momento in cui si ritrova faccia a faccia con la dura realtà: esiste qualcuno capace di resistere al suo fascino (ed al fascino femminile in generale!)
Mirandolina è un’affarista, un’egoista, una donna priva di scrupoli i cui unici interessi sono se stessa e la sua locanda, e poco le importa se per questo ferirà i sentimenti altrui.
La mia simpatia – seppur con qualche riserva – va proprio a lui, al cavaliere che conosce le donne, che le tiene a distanza, che le tratta con sufficienza perché sa di cosa sono capaci, perché altre ci hanno provato a sedurlo e a farlo innamorare senza riuscirci. La mia simpatia va a lui, dicevo, ma non posso fare a meno di chiedermi come possa tale intelligenza, tale conoscenza dell’animo umano – basta vederlo trattare con gli altri spasimanti della locandiera, il Conte ed il Marchese – lasciarsi calpestare in un paio di giorni appena, da due occhi dolci, da qualche moina, da un finto svenimento? Sono appunto queste le mie riserve sulla simpatia che nutro nei confronti del cavaliere.
Neanche gli altri personaggi della storia, pure e semplici “maschere” di contorno, che altro non fanno che rendere più realistico lo spaccato sull’epoca storica in cui è ambientata l’opera, mi stimolano grande interesse: altri “inutili” cuori infranti sotto i tacchi della locandiera.
Infine, neppure lo stesso Fabrizio mi ispira simpatia, lui, che la locandiera finirà comunque per sposare – e dubito che lo sposi per amore, quanto più probabilmente per la promessa fatta a suo padre, e per il fatto che è l’unico uomo di cui lei abbia realmente bisogno – altri non è che un uomo incapace di imporsi, di pretendere che il suo amore venga riconosciuto ed accettato anziché calpestato, capace di sopportare i suoi capricci, e di restarle accanto nonostante non condivida il suo comportamento.

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