Estratto da... PER MANO MIA di Maurizio De Giovanni
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- Published on Wednesday, 22 February 2012 14:59
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Il Natale è un'emozione.
Può durare un anno intero, nell'attesa di un regalo, di un nuovo bacio, di un dolce mangiato alla luce di candele rosse.
Ha il sapore di mandorle e cannella, di perline di zucchero e brodo di gallina.
Il Natale è un'emozione.
Viaggia sulla luce di mille lampadire, su fili elettrici dipinti di nero per dare l'impressione di stelle cadute dal cielo, agitate dal vento.
Si riflette in tante voci che si scambiano finto affetto, abbracci dimenticati e auguri di ogni bene.
Il Natale è un'emozione.
Un'aspettativa di qualcosa di nuovo, finalmente.
O solo del ritorno, con valigie di cartone legate con lo spago in vagoni pieni e puzzolenti, dai posti del lavoro a quelli degli antichi amori, che ridiventano nuovi se visti da così lontano.
Il Natale è un'emozione.
E' forte, come la voglia di casa nel freddo e nel vento, e sottile come il suono di una fisarmonica in una taverna per chi passa in fretta, senza sapere bene dove andare.
Il Natale è un'emozione.
Lo puoi aspettare giorno dopo giorno, da quando lo scirocco cade sotto i colpi del vento del Nord, ma ti arriverà addosso all'improvviso, comunque, come un cavallo imbizzarrito pieno di sonagli e pennacchi.
Il Natale è un'emozione.
E' forte come un battito di cuore, è lieve come un battito di ciglia.
Ma può essere portato via da un colpo di vento, e non arrivare mai.
DAI UN APPUNTAMENTO AD UNA RAGAZZA CHE LEGGE di Rosemarie Urquico
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- Published on Tuesday, 24 January 2012 14:08
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Dai un appuntamento ad una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri. Dai un appuntamento ad una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni.
Trova una ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa. E’ quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole. La vedi odorare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’odorare le pagine, specialmente quando sono gialle.
Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poichè la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro.
Offrile un’altra tazza di caffè.
Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice.
E’ semplice dare un appuntamento ad una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito. Se lo fa, non sarà mai colpa tua.
Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo.
Mentile. Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo.
Deludila. Perchè una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative.
Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight.
Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di the e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre.
Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Mentre guardate Skype.
Le sorriderai apertamente e ti domanderai perché il tuo cuore ancora non si sia infiammato ed esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali.
Dai un appuntamento ad una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo. Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.
O, ancora meglio, dai un appuntamento ad una ragazza che scrive.
Estratto da... IL POSTO DI OGNUNO di Maurizio De Giovanni
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- Published on Thursday, 20 October 2011 12:58
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L'angelo della morte attraversò la festa, e nessuno se ne accorse.
Passò rasente il muro della chiesa, ancora addobbata per la celebrazione della mattina; ma ormai era notte, e il sacro aveva ceduto al profano. Era stato acceso un falò al centro della piazza, come da tradizione, anche se il gran caldo d'agosto lasciava senza fiato e nessuno sentiva il bisogno delle fiamme del legno vecchio che ogni famiglia aveva contribuito ad ammassare.
Ma le fiamme aiutavano l'angelo della morte, proiettando le ombre delle coppie che danzavano al suono delle tammorre, delle chitarre e dei battimano, tra le urla dei bambini e i fischi degli ambulanti. Non lo aveva previsto, ma sapeva che la giustizia divina sarebbe in qualche modo intervenuta. Scoppiò un petardo, poi un altro. La mezzanotte si avvicinava. Una signora grassa e sudata finse uno svenimento, l'uomo accanto a lei rise. L'angelo della morte lo sfiorò ma quello non ebbe nemmeno un sussulto: il destino non era per lui, quella notte.
Costeggiando la piazza, nel suo anonimo vestito scuro, avrebbe potuto attirare l'attenzione solo per la tristezza degli occhi bassi e delle spalle, appena curve. Ma nessuno l'avrebbe notata, quella tristezza, nella frenesia della notte. Anche su questo aveva fatto conto.
Arrivò al portone del palazzo e per un attimo temette che fosse chiuso per la festa; ma uno spiraglio era stato lasciato aperto, come sempre. E l'angelo della morte scivolò all'interno come un'ombra, mentre la tarantella infuriava e la folla l'accompagnava con canti e applausi e i petardi punteggiavano la musica. Sapeva dove nascondersi. Raggiunse l'anfratto dietro una colonna e si dispose all'attesa.
La mano scivolò nella tasca per sentire il freddo del metallo, ma non trovò conforto. Nemmeno l'ombra solitaria del cortile dava conforto.
Solo il pensiero della giustizia che avrebbe portato.
Estratto da... LA CONDANNA DEL SANGUE di Maurizio De Giovanni
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- Published on Tuesday, 24 January 2012 13:36
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Ruggero si preparava a bussare alla porta di Emma. Cercava di raccogliere le forze. Si era lavato, sbarbato, cambiato d'abito e guardato lungamente allo specchio. Aver riguadagnato la sua immagine, quella cui era abituato e che nella gente incuteva rispetto e timore, lo rassicurava e gli dava equilibrio.
Ma la prova che doveva affrontare era difficile: forse la più difficile.
Da quanto tempo non parlava con la moglie? Certo, cortesi scambi di brevi frasi durante la cena; semplici indicazioni sulla gestione della servitù e della casa ma parlare no, e neppure si guardavano più negli occhi.
nel tempo si erano anche consolidati i territori. Pareti immateriali si erano alzate: studio e salotto verde per lui, stanza da letto e da toeletta per lei. In comune solo la sala da pranzo e le notti senza amore. Il resto delle stanze era chiuso, o abitato dalla servitù.
Ma ora, era necessario parlare. Non era più il tempo dei sottintesi, delle verità celate, dei silenzi carichi di rancore. Bisognava parlare.
Prima che tutto fosse perduto per sempre.
Ruggero bussò alla porta di Emma.
Estratto da... IL DIARIO DI ADAMO ED EVA di Mark Twain
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- Published on Tuesday, 18 October 2011 16:11
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(dal diario di Eva)
DOPO LA CADUTA
Quando mi guardo indietro, il Giardino mi pare un sogno. Era bello, estremamente bello, un vero incanto; e ora è perduto e non lo vedrò mai più.
Il Giardino è perduto, ma ho trovato lui e sono contenta. Lui mi ama meglio che può e io lo amo con tutta la forza della mia natura appassionata che, secondo me, è propria della mia giovane età e del mio sesso.
Quando mi chiedo perché lo amo, sento che non lo so e che non m'importa poi molto di saperlo; suppongo quindi che questa specie d'amore non sia l'esito di un ragionamento e non sia un fatto di statistica, come l'amore che si prova per altri rettili e animali in genere.
Penso che debba essere proprio così. Io amo certi uccelli per il loro canto, mentre il mio amore per Adamo non nasce dal suo modo di cantare; no, non è quello; anzi, più lui canta e più io non mi capacito. Eppure gli chiedo di cantare, perché desidero imparare ad apprezzare ogni cosa verso la quale lui prova interesse. Sono certa di poter imparare, giacché all'inizio non riuscivo a sopportarlo, mentre ora sì. Mi fa venire il latte alle ginocchia, ma non ha importanza; mi ci posso abituare.
Non è dal suo acume che nasce il mio amore per lui; no, non è quello. Non è colpa sua se il suo acume è quello che è, in quanto non ne è stato lui l'artefice; Adamo è tale quale Dio l'ha fatto e questo è quanto. L'intento però era buono, ne sono sicura. Col tempo si svilupperà, benché non di colpo, a mio parere; del resto non c'è fretta, dato che va già abbastanza bene così com'è.
Non è dai suoi modi gentili e premurosi e dalla sua sensibilità che nasce il mio amore per lui. No, in questo ha ancora delle lacune, però va già abbastanza bene così com'è e sta migliorando.
Non è dalla sua industriosità che nasce il mio amore per lui; no, non è quello. Io penso che ne abbia e non so perché me la nasconde. Questo è il mio unico cruccio. Altrimenti è leale e aperto con me, adesso. Sono certa che non mi nasconde nulla, tranne questo. Mi addolora che mi tenga all'oscuro di qualcosa e talvolta, quando ci rimugino su, mi rovina il sonno, ma farò uscire questo pensiero dalla mia mente; non dovrà turbare la mia contentezza, che altrimenti è colma fino quasi a traboccare.
Non è dalla sua istruzione che nasce il mio amore per lui; no, non è quello. Lui è autodidatta e sa veramente una grande quantità di cose, che però sono sbagliate.
Non è dalla sua cavalleria che nasce il mio amore per lui; no, non è quello. Anzi, mi ha fatto la spia, ma non lo biasimo; è una caratteristica del suo sesso, a mio parere, e non è lui l'artefice del suo sesso. Naturalmente io non gli avrei mai fatto la spia, piuttosto sarei morta, ma anche questa è una caratteristica del mio sesso e non ne ho alcun merito, perché non sono io l'artefice del mio sesso.
Come mai, dunque, lo amo? Semplicemente perché è maschio, penso.
In fondo è nuono, e per questo lo amo, però potrei amarlo anche se non lo fosse. Quand'anche mi picchiasse e mi trattasse male, continuerei ad amarlo. Lo so. E' una questione di sesso, penso.
E' forte e bello e per questo lo amo, lo ammiro e sono orgogliosa di lui, però potrei amarlo anche se fosse privo di tali qualità. Lo amerei anche se fosse brutto; lo amerei anche se fosse un relitto umano; lavorerei per lui, mi sfiancherei per lui, pregherei per lui e veglierei al suo capezzale finché avessi vita.
Sì, penso di amarlo semplicemente perché lui è mio ed è maschio.
Non c'è nessun'altra ragione, presumo. Perciò penso che sia come ho già detto all'inizio: questo genere di amore non è l'esito di un ragionamento e non è un fatto di statistica. Semplicemente arriva, da dove nessuno lo sa, e non ha spiegazioni. Ma non ne ha neanche bisogno.
Questo è ciò che penso. Tuttavia sono solamente una ragazza, la prima che ha considerato la questione, e può darsi che nella mia ignoranza e nella mia inesperienza mi sia sbagliata.
QUARANT'ANNI DOPO
La mia preghiera, il mio anelito è che possiamo lasciare insieme questa vita, un anelito che non scomparirà mai dalla Terra, ma albergherà nel cuore di ogni moglie che ama, fino alla fine dei tempi, e sarà chiamato con il mio nome.
Se però uno di noi due dovrà andarsene prima dell'altro, la mia preghiera è che quella sia io, giacché lui è forte e io sono debole; io non gli sono così necessaria come lui è necessario a me... La vita senza di lui non sarebbe più vita; come potrei sopportarla? Questa preghiera, poi, non si estinguerà con me e non cesserà d'essere rivolta al cielo finché proseguirà la mia stirpe. Io sono la prima moglie e continuerò a vivere fino nell'ultima.
SULLA TOMBA DI EVA
ADAMO: Ovunque lei era, là era l'Eden.


