Estratto da... AFRODITA di Isabel Allende
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- Published on Tuesday, 18 October 2011 16:05
- Written by Alessandra
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Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavori in sospeso o per virtù puritana. Passeggiando per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai sensi."
"Gli uomini che sono passati dalla mia vita - non voglio vantarmi, non sono molti - li ricordo così, alcuni per la qualità della loro pelle, altri per il sapore dei loro baci, l'odore dei loro indumenti o il tono dei loro sussurri, e quasi tutti sono associati ad un alimento particolare. Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno. Ognuno di questi tesori della cucina fa comparire davanti a me un uomo in particolare, un antico amante che ritorna insistente come un fantasma desiderato a infondere una certa luce malandrina nella mia età matura. Quel pane con prosciutto e formaggio mi restituisce l'odore dei nostri abbracci e quel vino tedesco il sapore della sua bocca. Non posso separare l'erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario, ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consentiranno. Da qui nasce l'idea di questo libro, un viaggio senza carta geografica attraverso le regioni della memoria sensuale, là dove i confini tra l'amore e l'appetito a volte sono talmente labili da confondersi completamente.
Giustificare l'ennesima raccolta di ricette di cucina o di istruzioni erotiche non è facile. Ogni anno se ne pubblicano a migliaia e sinceramente non so chi le compri, perché non ho ancora conosciuto qualcuno che cucini o faccia l'amore seguendo un manuale. Le persone che tirano avanti con fatica e pregano di nascosto, quelle come te e me, improvvisano con le pignatte e tra le lenzuola facendo del loro meglio, approfittando di ciò che è a portata di mano, senza pensarci troppo su e senza grandi sceneggiate, grate per i denti rimasti e per la fortuna immensa di avere qualcuno da abbracciare.


