NAPOLI

Tramonto sul Vesuvio

NAPOLI

PAESTUM (SA)

Tempio di Atena

PAESTUM (SA)

PAESTUM (SA)

Tempio di Poseidone (Apollo)

PAESTUM (SA)

GROTTAGLIE (TA)

All'interno del castello - museo

GROTTAGLIE (TA)

POMPEI (NA)

Scavi in notturna

POMPEI (NA)

DIAMANTE (CS)

Lungomare

DIAMANTE (CS)

PAESTUM

Spiaggia

PAESTUM

OSTUNI (BR)

Scorcio

OSTUNI (BR)

DIAMANTE (CS)

Isola di Cirella

DIAMANTE (CS)

PAOLA (CS)

Ingresso del Santuario di San Francesco

PAOLA (CS)

Estratto da... IL POSTO DI OGNUNO di Maurizio De Giovanni

L'angelo della morte attraversò la festa, e nessuno se ne accorse.

Passò rasente il muro della chiesa, ancora addobbata per la celebrazione della mattina; ma ormai era notte, e il sacro aveva ceduto al profano. Era stato acceso un falò al centro della piazza, come da tradizione, anche se il gran caldo d'agosto lasciava senza fiato e nessuno sentiva il bisogno delle fiamme del legno vecchio che ogni famiglia aveva contribuito ad ammassare.

Ma le fiamme aiutavano l'angelo della morte, proiettando le ombre delle coppie che danzavano al suono delle tammorre, delle chitarre e dei battimano, tra le urla dei bambini e i fischi degli ambulanti. Non lo aveva previsto, ma sapeva che la giustizia divina sarebbe in qualche modo intervenuta. Scoppiò un petardo, poi un altro. La mezzanotte si avvicinava. Una signora grassa e sudata finse uno svenimento, l'uomo accanto a lei rise. L'angelo della morte lo sfiorò ma quello non ebbe nemmeno un sussulto: il destino non era per lui, quella notte.

Costeggiando la piazza, nel suo anonimo vestito scuro, avrebbe potuto attirare l'attenzione solo per la tristezza degli occhi bassi e delle spalle, appena curve. Ma nessuno l'avrebbe notata, quella tristezza, nella frenesia della notte. Anche su questo aveva fatto conto.

Arrivò al portone del palazzo e per un attimo temette che fosse chiuso per la festa; ma uno spiraglio era stato lasciato aperto, come sempre. E l'angelo della morte scivolò all'interno come un'ombra, mentre la tarantella infuriava e la folla l'accompagnava con canti e applausi e i petardi punteggiavano la musica. Sapeva dove nascondersi. Raggiunse l'anfratto dietro una colonna e si dispose all'attesa.

La mano scivolò nella tasca per sentire il freddo del metallo, ma non trovò conforto. Nemmeno l'ombra solitaria del cortile dava conforto.

Solo il pensiero della giustizia che avrebbe portato.

Goto Top